Domus Palatina

Domus Palatina

Scopriamo le Terme di Diocleziano…

I

niziate nel 298 dall’imperatore Massimiano, nominato Augusto dell’impero d’Occidente da Diocleziano, e ufficialmente aperte al pubblico nel 306, dopo l’abdicazione di entrambi, le Terme di Diocleziano, con la loro estensione di oltre 13 ettari e accoglienza per oltre 3500 persone, sono il più maestoso complesso termale mai costruito nella Roma antica.

Erano alimentate da una diramazione dell’Acqua Marcia collegata da Porta Tiburtina e, con un tragitto ad arcate utilizzato fino al 1879 dall’Acqua Felice, conduceva l’acqua nella cosiddetta “botte di Termini” che fu distrutta nel 1876 per fare spazio alla costruzione della Stazione Termini.

La struttura conteneva tante sale per molteplici utilizzi, quali delle palestre, delle biblioteche, una piscina di 3500 metri quadri oltre al nucleo consueto delle tradizionali terme romane, costituito dal frigidarium, il tepidarium e il calidarium. Al centro si trovava una grande basilica, all’incrocio dei due assi di simmetria del complesso.

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La struttura conteneva tante sale per molteplici utilizzi, quali delle palestre, delle biblioteche, una piscina di 3500 metri quadri oltre al nucleo consueto delle tradizionali terme romane, costituito dal frigidarium, il tepidarium e il calidarium. Al centro si trovava una grande basilica, all’incrocio dei due assi di simmetria del complesso..

Le imponenti dimensioni e la solidità della struttura permisero a Michelangelo di realizzare, riconvertendo alcuni ambienti, la Basilica di Santa Maria degli Angeli e dei Martiri Cristiani oltre al Convento dei Certosini. Un attento e continuo lavoro di recupero e restauro dell’antica struttura hanno permesso di riaprire una parte del complesso oltre alle sezioni espositive: la Sezione di Protostoria dei Popoli Latini e quella Epigrafica sulla Comunicazione Scritta nel Mondo Romano. Attualmente una delle sezioni più affascinanti è la maestosa Aula Decima nella quale è possibile osservare due tombe a camera dalla Necropoli della via Portuense con i loro preziosi affreschi e stucchi. Altrettanto sontuoso il Chiostro Michelangiolesco della Certosa dove fanno mostra di se oltre 400 opere tra sarcofagi, statue, altari di epoca romana.